Mostre

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Gli Italiani e la Moda 1860 - 1960

Stra (Venezia), Museo Nazionale di Villa Pisani - 8 aprile / 1 novembre 2017

La mostra racconta, attraverso 300 fotografie originali, la storia affascinante di 100 anni di moda italiana. Senza dimenticare lo sfarzo dell’alta moda, l’esposizione si concentra su quella di tutti i giorni, mostrando come, nell’arco di un secolo, si è evoluto il modo di vestire degli italiani: celebrità e gente comune, uomini, donne e bambini che affollavano strade e piazze, uffici e giardini pubblici. Dalla redingote alla giacca, dai corsetti alle linee morbide dei tailleur femminili, dal cilindro alla bombetta al capo scoperto, un viaggio nel tempo come solo le fotografie sanno mostrare, in cui i visitatori ritroveranno il volto antico e poi sempre più moderno non solo dei modi italiani dell’abbigliamento ma, soprattutto, della propria storia famigliare, tanto personale quanto sociale, che è segno e memoria dei modi, non solo estetici ma morali e civili, con cui il vivere quotidiano affrontò ben due guerre mondiali e una dittatura fino al sorgere della Repubblica.

Le fotografie dell’Ottocento raccontano e descrivono un’età ormai perduta nelle cui immagini ritorna la serietà e i modelli dei ruoli sociali e del buon gusto d’allora. Signori in redingote e cilindro, con i pantaloni rigorosamente non stirati, sono ripresi dal fotografo nel loro più consono aspetto quanto mai dignitoso. Questi si accostano a signore e signorine chiuse in abiti con uno stretto corsetto, dalle ampie gonne sorrette da apposite crinoline, ornato da fiocchi e merletti fatti a mano in casa. Le popolane si avvolgono in grandi scialli e le loro lunghe gonne scendono diritte a terra. I lavoratori invece indossano per il fotografo l’abito della festa e magari si tolgono la bombetta che durerà loro per una vita. Anche le acconciature si ispirano ai modelli delle classi sociali maggiori, che nell’Ottocento hanno il loro prototipo nella figura del sovrano. Così, nei ritratti fotografici, la foggia dei capelli, dei baffi lunghi, folti e arricciati come del taglio delle barbe fanno eco a quelli del re Vittorio Emanuele II prima e Umberto I dopo, mentre la pettinatura delle signore raccoglie in morbidi chignon i lunghi capelli o si ispira alle acconciature ricercate della Principessa Sissi.

Poi, con il Novecento, tutto muta, e mentre gli abiti maschili riscoprono i colori tenui per le stagioni più calde, le donne abbandonano gli ampi e invadenti vestiti per fogge più semplici nel taglio e nel profilo, dall’orlo che svela le caviglie, mentre anche le belle chiome si offrono alle forbici del parrucchiere. Le fotografie registrano ogni cambiamento dell’aspetto e dell’abbigliamento, poiché la fotografia segue e insegue il mondo e la sua realtà umana e sociale.

Così si arriva alle mode degli anni del regime fascista, dove modelli di apparente proto femminismo della “buona società” si confrontano con la praticità degli abiti maschili, mentre perdura negli uomini l’uso di portare il cappello che per le donne è ancora un elegante vezzo, a cura di tante più o meno costose modiste. È con gli anni del secondo Dopoguerra che l’abbigliamento maschile e femminile dividono le loro strade, e se gli uomini ancora non abbandonano, nell’impresa della ricostruzione, giacca e cravatta, le donne indossano abiti sempre più pratici e accorciati, individuando nel tailleur il modello e segno della crescente richiesta del riconoscimento di una completa pari dignità con l’altro sesso. A ispirare la gente comune non sono più (solo) re e principesse, ma i divi del cinema: Tyron Power, Amedeo Nazzari, Alida Valli, Rossano Brazzi.

LANCEROTTO. IL RITORNO DI UN PROTAGONISTA
Dall'8 aprile al 25 giugno, in contemporanea a Gli Italiani e la Moda 1860 - 1960, sarà possibile visitare anche la mostra Lancerotto. Il ritorno di un protagonista, prima esposizione dedicata all’artista, che vuole essere un dovuto e definitivo riconoscimento, nel Centenario della morte, del valore pittorico e del ruolo di primaria rilevanza che Egisto Lancerotto ha ricoperto nella straordinaria stagione pittorica veneta tra Otto e Novecento. La mostra, organizzata dal Comune di Noale (Venezia), dove Lancerotto è nato nel 1847, presenta trentatre dipinti provenienti dalla collezione civica di Noale, da musei pubblici e da collezioni private che ripropongono alla critica d’arte e al grande pubblico il lungo e variegato percorso artistico di Egisto Lancerotto, dal godibile realismo pittorico vicino ai modi del suo più celebre coetaneo Giacomo Favretto fino alle ultime opere che aprono al Simbolismo di Cesare Laurenti.

La mostra Gli Italiani e la moda. 1860-1960 è curata da Alberto Manodori Sagredo, promossa dalla Direzione del Polo Museale del Veneto, organizzata e realizzata da Munus in collaborazione con il Comune di Noale e Link Campus University, patrocinata dal Comune di Stra. Media partner dell'evento Corriere del Veneto http://corrieredelveneto.corriere.it/ e Radio Padova http://www.radiopadova.com/.

Periodo mostra
8 aprile – 1 novembre 2017

Orari
Dall'8 aprile al 30 settembre dalle 9.00 alle 20.00
Dal 1 ottobre al 1 novembre dalle 9.00 alle 17.00
Chiuso il lunedì

Ingresso
Villa, parco e mostra: Intero € 10,00, Ridotto € 7,50
Biglietto unico Residenti Riviera del Brenta* € 5,00
*Comuni di Campagna Lupia, Campolongo Maggiore, Camponogara, Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò, Mira, Noale, Noventa Padovana, Stra, Vigonovo

Informazioni
Mostra: 049.502270
Prenotazioni: 041.2719019
www.villapisani.beniculturali.it

Come arrivare
Villa Pisani è a 10 minuti da Padova e 20 minuti da Venezia
Da Padova: Statale n° 11 direzione Venezia (subito dopo il centro di Stra)
Da Venezia: Statale n° 11 direzione Padova (subito dopo il centro di Fiesso d'Artico) oppure con il Burchiello
Dall’Autostrada A4: uscita Padova Est, direzione Ponte di Brenta. Uscita Dolo, direzione Padova

Mostra Lancerotto. Il Ritorno di un Protagonista
La mostra Lancerotto. Il Ritorno di un Protagonista è inclusa nel biglietto di ingresso di Villa Pisani, dall'8 aprile al 25 giugno 2017. 
Orari: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Festivi dalle 10.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì

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